
La norma AFNOR NF Z 10-011 e il formato postale a sei righe impongono una gerarchia rigorosa tra località, via e complemento d’indirizzo. Confondere queste tre componenti provoca rifiuti nel tri automatico, resi NPAI ed errori di geocodifica nella Base Indirizzo Nazionale. Qui di seguito dettagliamo le distinzioni tecniche che strutturano ciascun campo.
Formato postale sei righe: dove si colloca ciascuna componente dell’indirizzo
Il formato di Poste riserva a ciascuna riga un ruolo preciso, con un massimo di 38 caratteri per riga. La riga 1 riporta l’identità del destinatario. Le righe 2 e 3 sono dedicate ai complementi di localizzazione (appartamento, ingresso, edificio, servizio di distribuzione). La riga 4 accoglie il numero e il nome della via. La riga 5 è riservata al luogo detto o al complemento geografico. La riga 6 riceve il codice postale e la località.
Questa suddivisione non è arbitraria. Le macchine di tri ottico leggono prima la riga 6 per instradare la corrispondenza verso il centro di distribuzione, poi risalgono verso la riga 4 per identificare il percorso del fattorino. Le righe 2, 3 e 5 servono solo per la distribuzione finale, nell’ultimo metro.
Osserviamo che la maggior parte dei moduli online fonde queste righe in due o tre campi liberi, il che genera inversioni. Il numero dell’edificio si ritrova sulla riga della via, il luogo detto scompare, o il complemento d’indirizzo assorbe il nome del comune. Ogni componente ha una funzione tecnica nella catena di tri, e raccomandiamo di rispettare questa gerarchia anche quando l’interfaccia del modulo sembra permissiva.
Per approfondire queste distinzioni e vedere esempi concreti di inserimento, puoi leggere di più per indirizzo su una guida dedicata alla questione.
Località, codice postale e comune: tre nozioni spesso confuse

La località postale non corrisponde sempre al comune amministrativo. Dopo la ondata di fusioni di comuni (nuovi comuni), un medesimo codice postale può coprire più comuni delegati, e un medesimo comune può avere più codici postali. La località designa il titolo postale di distribuzione, quello che Poste utilizza per identificare l’ufficio di distribuzione.
In riga 6 del formato postale, si iscrive il codice postale seguito dalla località in maiuscole non accentate. Questa riga è l’unica che viene letta sistematicamente dal tri automatico. Qualsiasi errore qui (inversione di comune, codice postale incompleto) comporta un rifiuto immediato.
Un tranello frequente riguarda i luoghi detti. Quando un comune rurale ha proceduto alla denominazione delle sue vie (obbligo derivante dalla legge dell’8 febbraio 2022), il luogo detto non deve più figurare in riga 6. Migra in riga 5 come complemento geografico, mentre la località rimane il nome del comune associato al codice postale. Collocare il luogo detto come località impedisce la geocodifica nella BAN e distorce i risultati GPS.
Nome della via e tipo di via: le regole della riga 4
La riga 4 riporta il numero nella via, un eventuale indice di ripetizione (bis, ter, quater) e il titolo completo della via. Il tipo di via (strada, viale, sentiero, vicolo, piazza) fa parte integrante del titolo. Eliminare o abbreviare il tipo di via degrada il tasso di riconoscimento al tri.
Le abbreviazioni normalizzate esistono (R per strada, AV per viale, BD per boulevard), ma sono raccomandate solo quando la riga supera i 38 caratteri. In tutti gli altri casi, raccomandiamo il titolo completo.
- Il numero precede sempre il tipo di via, senza virgola né punto: “12 strada dei Gelsomini”, mai “strada dei Gelsomini, 12”.
- L’indice di ripetizione (bis, ter) si colloca immediatamente dopo il numero, in minuscolo: “12 bis strada dei Gelsomini”.
- Le vie senza numero (rotatorie, incroci, alcuni luoghi detti) sono gestite nella Base Indirizzo Locale con il numero convenzionale 99999, che significa “via senza indirizzo” e non è mai stampato sulla corrispondenza.
Per le vie private aperte al traffico pubblico, la legge 3DS ha confermato che il consiglio comunale detiene l’autorità esclusiva di denominazione. Il titolo ufficiale figura nella Base Indirizzo Locale del comune, ed è questo titolo che deve essere ripreso in riga 4.
Complemento d’indirizzo: righe 2, 3 e 5 del formato postale

Il complemento d’indirizzo copre in realtà tre righe distinte. Le righe 2 e 3 descrivono la localizzazione interna (appartamento, piano, corridoio, scala, edificio, residenza). La riga 5 descrive la localizzazione esterna complementare (luogo detto, frazione, cassetta postale, zona industriale).
Fondere queste informazioni in un campo unico “complemento d’indirizzo” costringe a scegliere ciò che prevale. Raccomandiamo questa gerarchia:
- La residenza o l’edificio per primo, poiché il fattorino identifica prima il gruppo di edifici.
- La scala e il piano dopo, per la distribuzione nelle cassette postali.
- Il luogo detto per ultimo, sulla riga 5, solo quando fornisce un’informazione geografica assente nel nome della via.
Da quando è stata resa obbligatoria la denominazione delle vie, il luogo detto può figurare come toponimo nella BAN anche quando la via è nominata. È un uso operativo per le frazioni dove più vie si incrociano: il luogo detto aiuta il corriere a orientarsi senza sostituire l’indirizzo normato.
Un complemento d’indirizzo ben compilato riduce i resi NPAI e accelera il collegamento della fibra, gli interventi di soccorso e la consegna dei pacchi. La Francia conta ancora diverse centinaia di migliaia di vie non numerate e numerosi nuclei senza indirizzo preciso, il che rende il riempimento rigoroso di ciascuna riga tanto più determinante per la catena logistica.